Quattro passi di gusto: Marano di Valpolicella

10 Febbraio 2023

Visitare la Valpolicella

Ritorna Quattro passi di gusto”, la tradizionale passeggiata con degustazione enogastronomica organizzata ogni anno dalla Pro Loco di Caldogno.

Il progetto prevede l’adesione di un numero contenuto di partecipanti, allo scopo di garantire a ciascuno un servizio efficiente ed accurato, in grado di dare pieno risalto a vini e prodotti locali.

L’itinerario proposto si snoda nella parte centrale della valle. Il percorso, di circa 10 km, sarà agevole e vario. Si consigliano abbigliamento comodo e scarpe adatte al terreno sterrato.

La passeggiata è adatta alle famiglie, così come a tutti coloro che amano immergersi nella natura e scoprirne, passo dopo passo, linguaggi e paesaggi: un’immancabile occasione per conoscere da vicino la storia e le tradizioni della nostra terra.

Programma e costi

L’escursione avrà luogo domenica 26 marzo e seguirà il seguente programma:

  • ore 7.30: ritrovo presso parcheggio piscine di Caldogno (Via Torino)
  • ore 7.45: partenza per Marano di Valpolicella
  • ore 9.00 circa: arrivo a Marano di Valpolicella
  • ore 18.30 circa: rientro a Caldogno.

La quota di partecipazione ammonta a:

  • 50€ per i soci Pro Loco
  • 55€ per i NON soci
  • 30€ per bambini e ragazzi fino ai 18 anni (ai quali è riservato un menù diversificato)

La quota comprende l’iscrizione alla manifestazione, comprensiva di tutte le tappe enogastronomiche, ed il trasporto (andata e ritorno) in pullman.

Il termine per l’iscrizione è il 12 marzo 2023; per il versamento del saldo occorre rivolgersi al personale della biglietteria di Villa Caldogno, INFO POINT, aperta ogni sabato del mese (orari 9:00-12:00, 15:00-18:00).

Per ulteriori informazioni rivolgersi al seguente recapito: prolococaldogno@gmail.com

Tappe e menù

  1. In località Pozzo: salumi e polenta fresca abbinati a Valpolicella Classico
  2. In località Sant’Urbano: primo di tortellini di Valeggio al burro di montagna e salvia abbinato a Valpolicella Classico
  3. In località Ravazzol: Risotto all’amarone abbinato al Valpolicella Classico Superiore Ripasso
  4. In località Paverno: Brasato con erbette abbinato al Ripasso Vaona Odino
  5. In contrada di Gnirega: formaggio Monte Veronese o miele di acacia della Valpolicella abbinati ad Amarone della Valpolicella DOCG classico
  6. In Corte Nicolis; “brassadele” pasquali abbinate a Recioto della Valpolicella DOCG Classico
  7. In Piazza di Valgatara: Nocino prodotto con grappa di vinacce di Amarone in infuso di noci e spezie e caffè

quattro passi di gusto 2022

La Valle di Marano di Valpolicella: cenni storici

La Valle di Marano, plasmata in dolci declivi, ha saputo conservare nel tempo il suo aspetto antico e rurale: all’ombra di vigneti, ulivi e ciliegi, si snoda una fitta rete di strade sterrate e di contrade secolari, che conducono a edifici rustici ed antiche ville di campagne.

Numerose sono le testimonianze storiche presenti nel territorio, a partire dai siti archeologici di Ravazzol, Boschetti, Monte Castelon, San Rocco, Pizzol, Monte Per, Castel Besin, Monte Noroni, Mondrago, Ciacalda e Covolo dei Pani; località, queste, che ci hanno restituito numerosi reperti di epoca preistorica, oggi conservati presso il Museo di Sant’Anna d’Alfaedo, il Museo di Verona e la Soprintendenza alle Antichità delle Venezie.

In epoca preromana e romana il territorio era abitato dalla popolazione degli Arusnati, di cui costituiva il “pagus”. Questo termine, appartenente al lessico amministrativo romano, stava ad indicare una circoscrizione territoriale rurale, collocata, cioè, al di fuori dei confini della città ed accentrata su luoghi di culto, dapprima pagano, poi di matrice cristiana.

Non a caso proprio sul Monte Castelon, collocato sul pendio volto in direzione di San Rocco, sorgeva un tempio dedicato alla dea Minerva, i cui resti furono rinvenuti in occasione di alcuni scavi effettuati nel 1836. Abbattuto in età medievale, il tempio fu poi sostituito da un piccolo santuario dedicato alla Vergine Maria, di secolo in secolo giunto sino a noi.

Nei pressi del Castelon affiorano, inoltre, i resti dell’antico Castello di Marano, abbattuto in occasione della cacciata di Federico della Scala, conte della Valpolicella, artefice di una congiura tramata nei confronti del cugino Cangrande I e per questo motivo cacciato dalla città.

Nel 1405, cessata la Signoria degli Scaligeri, per spontanea dedizione Verona divenne parte della Serenissima Repubblica di Venezia. Durante questo periodo, il territorio di Marano assunse il titolo di Vicariato della Valpolicella e godette di operosa tranquillità sino al 1805, quando le vittoriose truppe francesi imposero una nuova distinzione amministrativa. Tale situazione amministrativa rimase immutata anche con il ritorno del dominio austriaco. Nel 1866, con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, Marano iniziò poi in autonomia la sua vita di comune.

Autore:

Beatrice Todescato

Beatrice Todescato, studentessa universitaria, volontaria del Servizio Civile presso la Pro Loco di Caldogno nell'anno 2022/2023.

info@prolococaldogno.it

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